domenica, ottobre 14, 2007

...UNA GENERAZIONE TROPPO PASSIVA?.....



Ciao a tutti!, dopo tanto tempo è con estremo piacere che torno a pubblicare articoli su questo blog.....
L'argomento che vorrei porre alla vostra attenzione riguarda la generazione di coloro, tra cui me stesso, che hanno un'età compresa tra i 20 e i 30 anni. Possiamo ritenere tale generazione passiva innanzi agli eventi che la circondano e che ne determinano inesorabilmente la vita?
Molte cose vengono ritenute ingiuste nel nostro paese e nel mondo ma, pare che tra coloro facenti parte di questa generazione non vi sia quella spinta propulsiva in grado di spingere all'azione, scendere in campo, affrontare le sfide del futuro e, soprattutto, sembra vi sia una vera e propria crisi ideologica.
Stiamo assistendo alla morte degli ideali oppure i ventenni e trentenni sono semplicemente sopraffatti dal materialismo estremo e dall'apatia che caratterizza la nostra società?............

1 commento:

Eugenio Ricca ha detto...

Buongiorno a tutti, ma un buongiorno speciale e caloroso va rivolto al ritorno de "L'angolo del dialogo" e al suo padre-fondatore Nicolò. Per quanto riguarda il tema di questa settimana, vorrei esprimere il mio commento in quanto mi sento coinvolto in prima persona, quale membro di questa "apatica" generazione. Ritengo che ad eccezione di pochi elementi, rispetto ai nostri nonni ci troviamo ad affrontare un mondo diverso, dove la lotta per un ideale viene abbandonata sul nascere, perchè ritenuta troppo dispendiosa di energie. Generazione svogliata, annoiata, incompresa, insoddisfatta e rinunciataria: incapace di far sentire la propria voce. Una volta gli eroi erano proprio i 25enni, i caduti in guerra, gli emigranti con la valigia di cartone, gli operai padri di 5 figli: adesso sono coloro che lottano a "fatica" per un posto di lavoro, possibilmente in un callcenter vicino al focolare domestico, accontentandosi di vivere a casa del "papi" fino a 35 anni. SVEGLIA!!! Gli eroi non sono quelli de "L'isola dei famosi" o del "Grande Fratello", non idealizziamo letterine e calciatori, ma i giovani che rinunciano alle comodità familiari per mettersi in gioco ogni giorno. Ragazzi, non dobbiamo smettere di sognare!