lunedì, maggio 22, 2006

"EUTANASIA, ABORTO, PACS......"


Cari amici, questa settimana vorrei proporvi una riflessione su una serie di argomenti di cui si discute molto nel nostro paese. Innanzitutto, qual è la vostra idea in merito all’EUTANASIA?; vi sembra praticabile nel nostro paese?
Quale ostacolo morale ci impedisce di accettarla?
Gli altri due argomenti ,che spero accendano le vostre opinioni, concernono l’ABORTO, la sua legittimazione e, infine, i MATRIMONI FRA OMESESSUALI ed il perché, secondo voi, la chiesa vi si oppone fermamente.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

L’eutanasia è un argomento scomodo da affrontare.
Non mi ero mai posto nessun interrogativo in merito, ma colgo l’occasione per svolgere a riguardo un’attenta riflessione.
Personalmente credo sia necessario regolamentare accuratamente tale pratica senza lasciar adito a dubbi sull’interpretazione e sull’applicazione, che deve necessariamente essere presa in considerazione SOLO per eliminare ai malati terminali la sofferenza negli ultimi momenti della vita.
Agli uomini non deve essere lasciata la libertà di poter arbitrariamente decidere della propria vita o di quella altrui: è obbligatorio distinguere con dei confini precisi l’eutanasia dal suicidio e dall’omicidio, perché questi ultimi sono reati alla vita dell’individuo.
L’aborto è una scelta difficile, in quanto i potenziali genitori decidono sulla sorte del proprio feto. Considero la vita un dono, e come tale deve essere rispettata fin dagli albori. Indi per cui una scelta così delicata va assolutamente approvata da entrambi i genitori (non da uno solo, fatta eccezione, ad esempio, nei casi in cui ci sia l’abbandono dell’uomo), perché, all’atto del concepimento, ritengo fossero ben consci entrambi di quello che stavano facendo.
Infine sono totalmente a favore delle coppie di fatto. Ogni individuo deve poter scegliere, secondo i propri desideri sessuali, la persona con la quale desidera “metter su famiglia” senza ledere la libertà di altre coppie. Quest’unione deve essere regolata e tutelata dalla legge come sancisce la nostra Costituzione.

Anonimo ha detto...

per quanto concerne l'eutanasia io credo che un individuo capace di intendere e di volere debba poter decidere della propria vita, se malato terminale. l'affacciarsi di una malattia non curabile pone una persona e la sua famiglia in condizioni psicologiche molto pesanti: se l'alternativa è vivere ancora pochi mesi obbligati a letto, attaccati ad una macchina o in altre condizioni estreme perchè no? a volte l'eutanasia permette di mantenere la propria dignità.
per quanto concerne invece l'aborto io sono completamente a favore. parlo da donna: molto spesso il peso della contraccezione è sulle nostre spalle. siamo noi che prendiamo la pillola, noi che mettiamo la spirale, noi che ci rimettiamo quando il preservativo si rompe. quindi credo che l'aborto sia sinonimo di libertà per la donna. credo anche che sia necessaria molta più educazione sessuale, mi è capitato di recente di parlare con una 15enne che praticava il coito interrotto, perchè si fidava delle capacità del suo ragazzo. valle a spiegare che non è questione di capacità ma di culo... inoltre per crescere un figlio bisogna essere capaci, bisogna che il bimbo cresca con una casa ed una famiglia: mettere al mondo un bambino senza poterlo accudire vuol dire crescere ragazzi disagiati, mentre io credo che tutti abbiano diritto ad essere felici.
non sono contraria ai matrimoni tra gay o alle coppie di fatto: mi crea qualche perplessità in più l'idea che una coppia gay possa occuparsi di un bambino. non credo che il nostro paese sia pronto per una tale emancipazione, così come penso allo sviluppo psicologico del bambino: avere due papà o due mamma in un mondo di coppie etero crea domande, confusione. quindi meglio procedere per gradi....

Anonimo ha detto...

per quanto concerne l'eutanasia io credo che un individuo capace di intendere e di volere debba poter decidere della propria vita, se malato terminale. l'affacciarsi di una malattia non curabile pone una persona e la sua famiglia in condizioni psicologiche molto pesanti: se l'alternativa è vivere ancora pochi mesi obbligati a letto, attaccati ad una macchina o in altre condizioni estreme perchè no? a volte l'eutanasia permette di mantenere la propria dignità.
per quanto concerne invece l'aborto io sono completamente a favore. parlo da donna: molto spesso il peso della contraccezione è sulle nostre spalle. siamo noi che prendiamo la pillola, noi che mettiamo la spirale, noi che ci rimettiamo quando il preservativo si rompe. quindi credo che l'aborto sia sinonimo di libertà per la donna. credo anche che sia necessaria molta più educazione sessuale, mi è capitato di recente di parlare con una 15enne che praticava il coito interrotto, perchè si fidava delle capacità del suo ragazzo. valle a spiegare che non è questione di capacità ma di culo... inoltre per crescere un figlio bisogna essere capaci, bisogna che il bimbo cresca con una casa ed una famiglia: mettere al mondo un bambino senza poterlo accudire vuol dire crescere ragazzi disagiati, mentre io credo che tutti abbiano diritto ad essere felici.
non sono contraria ai matrimoni tra gay o alle coppie di fatto: mi crea qualche perplessità in più l'idea che una coppia gay possa occuparsi di un bambino. non credo che il nostro paese sia pronto per una tale emancipazione, così come penso allo sviluppo psicologico del bambino: avere due papà o due mamma in un mondo di coppie etero crea domande, confusione. quindi meglio procedere per gradi....

Anonimo ha detto...

per quanto concerne l'eutanasia io credo che un individuo capace di intendere e di volere debba poter decidere della propria vita, se malato terminale. l'affacciarsi di una malattia non curabile pone una persona e la sua famiglia in condizioni psicologiche molto pesanti: se l'alternativa è vivere ancora pochi mesi obbligati a letto, attaccati ad una macchina o in altre condizioni estreme perchè no? a volte l'eutanasia permette di mantenere la propria dignità.
per quanto concerne invece l'aborto io sono completamente a favore. parlo da donna: molto spesso il peso della contraccezione è sulle nostre spalle. siamo noi che prendiamo la pillola, noi che mettiamo la spirale, noi che ci rimettiamo quando il preservativo si rompe. quindi credo che l'aborto sia sinonimo di libertà per la donna. credo anche che sia necessaria molta più educazione sessuale, mi è capitato di recente di parlare con una 15enne che praticava il coito interrotto, perchè si fidava delle capacità del suo ragazzo. valle a spiegare che non è questione di capacità ma di culo... inoltre per crescere un figlio bisogna essere capaci, bisogna che il bimbo cresca con una casa ed una famiglia: mettere al mondo un bambino senza poterlo accudire vuol dire crescere ragazzi disagiati, mentre io credo che tutti abbiano diritto ad essere felici.
non sono contraria ai matrimoni tra gay o alle coppie di fatto: mi crea qualche perplessità in più l'idea che una coppia gay possa occuparsi di un bambino. non credo che il nostro paese sia pronto per una tale emancipazione, così come penso allo sviluppo psicologico del bambino: avere due papà o due mamma in un mondo di coppie etero crea domande, confusione. quindi meglio procedere per gradi....

Anonimo ha detto...

Per quanto riguarda l'eutanasia, ritengo sia possibile applicarla solo nei casi in cui ci siano delle condizioni oggettive e definitive dello stato di gravità della malattia...nel momento in cui esiste anche una speranza è difficile staccare la spina...
L'aborto credo che sia una scelta molto privata .. tutte le donne hanno il diritto di decidere della propria vita,al contrario di quanto accadeva in passato...é una responsabilità enorme ma anche un dono del cielo..le coppie di fatto possono fare quello che vogliono ma non crescere dei bambini,sarebbe problematico e confusionario....

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti!
Credo che un diritto sia pienamente riconosciuto solo quando sia tutelato anche il suo opposto. Il diritto alla religione, per esempio, non solo concede ai cittadini la libertà di professare liberamente il proprio credo, qualunque esso sia, ma altresì il diritto di non professare alcun credo.
Non vedo perché uno Stato che garantisce il diritto alla vita, all’integrità fisica e alla salute non debba riconoscere il diritto ad una morte dignitosa.
Dal punto di vista strettamente giuridico gli ostacoli che si incontrerebbero per il riconoscimento dell’eutanasia sarebbero davvero pochi. Dai diritti sopra citati infatti deriva che ciascuna persona, per il fatto stesso di essere nata viva, ha diritto a continuare a vivere FINO ALLA FINE NATURALE DEI SUOI GIORNI. I giorni trascorsi attaccati a macchinari che tengono in vita vanno al della fine naturale.
Con ciò non voglio dire che il malato terminale non gode più del diritto alla vita e perciò vada necessariamente ucciso. Ma solo che non ci sono grossi ostacoli al riconoscere ad una persona che teme la sofferenza ( peraltro inutile, giacché destinato alla morte) di disfarsene il prima possibile.
Va da sé la necessità di una legislazione attenta e chiara che nulla lasci al caso e che non dia molto spazio a dubbi interpretativi.
Comunque il problema non sussiste poiché una legge come questa nel nostro paese non potrà vedere la luce prima di diversi lustri. Sì. Perché, nella nostra laicissima Italia, c’è la misteriosa e ingiustificata convinzione che esista solo ed esclusivamente un’ etica e una morale: quella cattolica. Ciò per il semplice fatto che la stragrande maggioranza degli italiani professa tale fede.
Io posso capire che per un credente l’eutanasia è un grande sacrilegio, e posso capire anche che chi è cattolico crede di conoscere ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, dato, che tramite la bibbia e i vangeli, è stata mostrata loro la via della redenzione, e annunciato cosa Dio reputa giusto e cosa no. Quello che non riesco proprio a capire è il perché tale visione debba essere imposta a tutti.
La previsione di una libertà lascia la facoltà di decidere se avvalersene o meno. L’imposizione di un obbligo pone un divieto in capo a tutti. Non sopporto l’idea di vedermi impedita la possibilità di morire senza patire eccessive sofferenze, perché ALTRI lo giudicano immorale. Di chi è la vita in gioco? Se è la mia voglio poter decidere IO, secondo quella che è la MIA morale.
Per quanto concerne i PACS il discorso è il medesimo. Chi trova ripugnante che due persone (magari del medesimo sesso) si amino, e vivano insieme senza sposarsi.. che si sposi!! Non impedisca agli altri di vivere come meglio credono. Tanto più che dall’ unione di fatto di altre persone non deriva loro alcun danno.
Possibile che nel 2006 ancora così tanta gente non si renda conto che non esiste un’ unica morale,un'unica verità, un unico modo di interpretare e vivere la vita? Per favore, lasciate che ognuno conduca la propria esistenza come meglio crede e concedete la possibilità a tutti di disporre per sé secondo le proprie convinzioni, non le vostre!