venerdì, giugno 02, 2006

.....2 Giugno................la parata che divide....



CARI AMICI! OGGI E'LA FESTA DELLA REPUBBLICA, SI FESTEGGIA L'ANNIVERSARIO DI UN EVENTO FONDAMENTALE PER LA STORIA DEL NOSTRO PAESE, UN MOMENTO DI UNITA' NAZIONALE CHE NON PUO' ESSERE DISCONOSCIUTO DA NESSUNO. SULL'IMPORTANZA DEL 2 GIUGNO CREDO CHE NESSUNO ABBIA DA RECRIMINARE, MA CIO' CHE HA SOLLEVATO DIVERSE POLEMICHE E' STATO IL RITUALE DELLA PARATA CHE ANNUALMENTE SI RIPETE. LA LEGITTIMITA' DELLA PARATA E' STATA DURAMENTE MESSA IN DISCUSSIONE DA ALCUNE COMPONENTI DEL GOVERNO. QUAL E' IL VOSTRO PARERE A TAL PROPOSITO? APPROVATE LE CRITICHE GIUNTE DA ALCUNI POLITICI ALLA PARTECIPAZIONE DI BERTINOTTI, NAPOLITANO, BIANCHI..?
CHE IMPORTANZA GLI ITALIANI DEVONO DARE AL 2 GIUGNO ED ALLA RICORRENTE PARATA MILITARE?

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Partendo dal presupposto che la nascita della Repubblica italiana è un evento fondamentale e, di conseguenza da rievocare e festeggiare, personalmente non mi oppongo anche all’annessa parata militare. Quest’ultima non è altro che l’espressione di una componente ben viva nel nostro paese, che garantisce e tutela il nostro diritto alla difesa, alla sicurezza. Come giustamente scrive Eugenio, le parate militari rievocano sempre lo spettro dello Stato totalitario ma, a mio avviso, non è così se la manifestazione si svolge nell’ambito di un paese che non ama la guerra, uno Stato democratico e, si spera, libero quale è l’Italia. Nel nostro paese, come del resto in tutti gli altri, l’esercito esiste ed in quanto tale, anche se ripudiamo la guerra, esso non può essere ignorato e cancellato. A mio parere dovremmo vedere la nascita della Repubblica (1946) come la RI-NASCITA, oltre che del popolo italiano in generale, anche del suo esercito in chiave democratica ed all’insegna di un ruolo prestigioso quale quello di portatore di aiuti umanitari, difensore di paesi minacciati dall’odio razziale e dalle mire espansionistiche di paesi avversi. Aggiungo che questo ruolo “pacificatore” del nostro esercito dovrà svolgersi nel più ampio contesto dell’Unione Europea ed il più possibile a tutela dei diritti inviolabili dell’uomo. In conclusione, io trovo particolarmente azzeccato il ringraziamento di Eugenio alle donne per il loro contributo “essenziale” alla nascita della nostra repubblica e non posso fare altro che condividerlo pienamente.

Anonimo ha detto...

VORREI RICORDARE AL SIG.EUGENIO CHE, PURTROPPO, NON VIVIAMO IN UN MONDO “TUTTO ROSE E FIORI”, DOVE TUTTI SI VOGLIONO BENE, SI RISPETTANO ED APPENA POSSONO CORRONO INSIEME BRINDANDO CON VINO E TARALLUCCI. RIBADISCO CHE L’ESERCITO E’ UNA REALTA’ , NON SOLO ITALIANA MA DI QUALSIASI ALTRO PAESE NEL MONDO.
SULLA TERRA C’E’ CHI FOMENTA LA PACE E CHI LA GUERRA, DUNQUE, PENSARE CHE UNA NAZIONE POSSA TRANQUILLAMENTE DIFENDERSI (E DIFENDERE ALTRI POPOLI MINACCIATI) UNICAMENTE SVENTOLANDO TRA LE MANI IL DRAPPO CON SU SCRITTO “PACE” MI SEMBRA FRANCAMENTE UNA GROSSA UTOPIA.
MI COMPLIMENTO CON ANDREA PER L’ESATTA COMPARAZIONE CON LE FORZE DI POLIZIA

Anonimo ha detto...

Caro Eugenio, non penso proprio che ciò che connota uno Stato totalitarista sia il fatto che in esso si svolgano parate militari. Non sono assolutamente contrario alle parate militari. Finchè armi e mezzi bellici si limitano a fare bella mostra di sè nel corso di una celebrazione va tutto bene. Non bisogna però dimenticare che la Repubblica Italiana è figlia della resistenza e dell'esercito degli alleati. Perciò non posso che essere daccordo con Eugenio quando dice che sarebbe più corretto festeggiare in un altro modo. Certo, l'esercito che sfila è quello nato per difendere la Repubblica e non quello fascista. Nonostante ciò preferirei vedere il capo dello Stato depositare una corona di fiori in uno dei tanti paesini che hanno visto i loro abitanti (e quindi civili) sterminati come rappresaglia quando fallivano i rastrellamenti nazzisti. Le forze dell'ordine,i vari organismi civili e l'esercito sono senza dubbio indispensabili e degni di rispetto... ma non esiste già una festa delle forze delle forze armate? Che sfilino in quell'occasione.